Il suo profilo salesiano:

Se dovessimo sintetizzare in una parola la vita del Sig. Giuseppe Cagnoli, sarebbe: Bra. Impensabile per i presenti non associare Giuseppe a Bra e Bra a Giuseppe. Perché era più di un confratello di lunga data, era una pietra fondamentale su cui tanto è stato costruito.

Giuseppe nasce a Ortona (CH) il 12 maggio 1937, da papà Tommaso e mamma Maria Poeta.

Nella sua gioventù, raccontano i parenti, vive più di un periodo in collegio, fino ad approdare a Chatillon, dal cui corso professionale passa al noviziato vissuto a Pinerolo nell’anno formativo 1953/54.

Il 16 agosto 1954 emette la prima professione religiosa, triennale, come coadiutore salesiano. Verrà rinnovata per un altro triennio sempre a Pinerolo nel 1957.

Come consuetudine nei primi anni di vita salesiana fa esperienza in case diverse, passando un anno a San Benigno nel 1954/55 e due nella casa di Torino Rebaudengo.

Nel 1957 torna a Chatillon con l’incarico di Maestro d’arte nel laboratorio dei meccanici. Inizia così il suo servizio coi giovani in classe e laboratorio, dove si è sempre distinto per quel tratto elegante e preciso che rimane nel ricordo di chi lo ha incontrato.

Al termine del periodo di professione temporanea arriva il 2 luglio 1960 a emettere nella casa di Lanzo la professione perpetua, che lo lega per sempre alla Congregazione salesiana, secondo quella forma che è stata definita “la mano laica di don Bosco”.

A Chatillon resterà fino al 1970, anno in cui comincia la sua “avventura” a Bra (casa in pieno sviluppo, essendo nata pochi anni prima, nel 1959), con il titolo di Vicecapo Meccanici. Nel frattempo frequenta l’ITI e nel 1972 consegue il titolo di Perito Industriale Meccanico, che gli consente di agire poi come Capo laboratorio.

Da qui in poi spenderà le sue migliori energie per il bene dei ragazzi e della comunità. Come troviamo in un ricordo di questi giorni: Nella scuola, con professionalità e intelligenza, ha saputo armonizzare la teoria e la pratica delle materie tecniche in cui era impegnato, ma soprattutto ha insegnato ai sui ragazzi, con l’esempio sereno e gioioso, a impegnarsi ad essere nella vita “buoni cristiani e onesti cittadini”, insegnando l’etica del lavoro e della vita.

Anche dopo la pensione, non si è ritirato, per così dire, “a vita privata”, ma ha continuato un servizio prezioso e preciso alla comunità salesiana, nella funzione di provveditore e addetto alla contabilità interna della casa.

La fine è arrivata purtroppo veloce, esito di una preparazione intensa dettata dalla tranquilla coscienza della propria situazione di salute. Accompagnato dalla comunità e dall’abbraccio di chi gli ha voluto bene, si è spento serenamente poco dopo mezzogiorno di sabato 13 giugno, a 89 anni e un mese.

 

Nella stampa locale:

Gazzetta d’Alba 13/06/2026

Lavocedialba.it 15/06/2026