Tra i Figli di Don Bosco, e non solo, è ferma la convinzione che la Congregazione Salesiana sia nata non solo per impegno umano, ma su iniziativa divina. Oggi quest’intuizione sembra trovare conferma nella provvidenziale serie di eventi che hanno portato all’inaugurazione del Progetto del “Bosco Boys Home” a Ibadan, Nigeria, avvenuta il 28 gennaio scorso.

L’apostolato salesiano ad Ibadan venne avviato con le visite dei religiosi ai ragazzi di strada di Ibadan: ragazzi tra i 9 fino ai 25-30 anni, finiti a vivere all’aperto per gravi problemi socio-familiari, ma che lungo le strade finiscono per incontrare problemi e difficoltà ancora peggiori, esposti alla delinquenza e alle dipendenze e privi del calore di una famiglia.

La loro condizione suscitava la preoccupazione della Chiesa locale e dei Salesiani di Ibadan. Iniziarono, pertanto, dapprima attività periodiche di apostolato, e poi una prima iniziativa strutturata, che consisteva nell’affittare delle stanze per questi ragazzi, perché potessero avere almeno un luogo sicuro in cui stare e per permettere ai Salesiani di avere una sede in cui incontrarli.

Tuttavia, anche così ci si rese conto che mancava il tocco familiare indispensabile per la crescita di un individuo. E si pensò allora di chiedere la collaborazione ad alcune famiglie perché adottassero questi ragazzi. Un bene immenso è derivato dalla poche famiglie che hanno aderito alla proposta e che hanno saputo offrire delle testimonianze impareggiabili.

Col trascorrere degli anni il pensiero di avere una casa specifica per questi ragazzi all’interno degli ambienti salesiani si fece sempre più strada e maturò fortemente nell’anno del Bicentenario, come forma di omaggio a Don Bosco, che iniziò la Congregazione proprio con i giovani più umili e bisognosi.

Alla fine questo regalo si è concretizzato e precisamente il 28 gennaio 2017, dopo molti mesi di preghiere e duro lavoro da parte dei Salesiani, dei loro collaboratori e benefattori, della Famiglia Salesiana, e soprattutto sotto la protezione della Divina Provvidenza, l’Arcivescovo di Ibadan ha inaugurato e benedetto la struttura.

Durante la celebrazione il presule ha elogiato fortemente i Salesiani per la loro tenacia in quest’iniziativa verso i più bisognosi e si è rallegrato per l’ampia partecipazione di ex ragazzi di strada alla cerimonia.

Alcuni lavori presso l’opera devono ancora essere ultimati, ma già adesso la casa può accogliere comodamente 40 giovani.

Paolo Vaschetto

Missionario di Bra

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