La casa Salesiana a Ibadan in Nigeria (post noviziato dell’Ispettoria AFW con oratorio annesso) fu completata nel 2005 grazie al decisivo contributo dell’ICP. Negli ultimi sei anni è partito un progetto di riabilitazione per ragazzi di strada, una necessità urgente in una città di enormi proporzioni. All’inizio il progetto era per pochi ragazzi sistemati in una casa affittata, ma le difficoltà nel gestire a distanza un gruppo del genere erano insormontabili. Dal 2012 è maturata l’idea di presentare un progetto residenziale per ragazzi di strada in modo da poter offrire un ambiente salesiano con obiettivi educativi e formativi ben precisi.

Il dono del Bicentenario della nascita di don Bosco, per noi a Ibadan, è stato un gruppo di benefattori dall’Austria, Nigeria, Italia e Polonia che hanno preso su di sè questa sfida e l’hanno realizzata.

Il Primo Ottobre 2015, il giorno dell’Indipendenza per questa nazione, abbiamo inaugurato il cantiere alla presenza di don Silvio Roggia, Vicario dell’Ispettore dell’Africa Occidentale Salesiana. Altri confratelli e giovani erano presenti e nella semplicità delle poche Ave Maria abbiamo percepito la bellezza degli inizi con incertezze e grandi speranze.

Dove stava l’incertezza? Con i tempi che corrono è diventato difficile raccogliere fondi per giovani poveri e a rischio. La crisi economica e il problema alle nostre porte di immigrati sempre più numerosi e che hanno bisogno di tutto rende meno “visibile” la situazione di pericolo in cui vivono i giovani di una metropoli Africana. Questi giovani vivono costantemente “compressi” in spazi piccolissimi, con modelli di vita discutibili proposti ad ogni angolo di strada, con pochissime prospettive di cambiare un futuro segnato da ristrettezze, violenze e soprusi. La strada è la fuga con pochi momenti di euforia conquistati in modo artificiale e lunghi momenti di fame, stanchezza, sconforto e anche paura.

Dove stanno invece le “grandi” speranze? Le speranze sono in spazi pensati appositamente per loro, stanze dove imparare i rudimenti dell’educazione e un mestiere per la vita, aree dove incontrare persone che siano modelli positivi di vita e dove impostare una nuova vita. Le speranze non sono di cambiare la vita di tutti i ragazzi di strada di questa città ma di cambiare il cuore di chi li ha abbandonati e sfruttati, creando la consapevolezza che con uno sforzo collettivo possiamo dare un futuro migliore a chi sembra senza speranza.

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La casa per i “Bosco Boys” a Ibadan potrà ospitare un massimo di quaranta ragazzi tra gli otto e i sedicianni per un periodo di circa un anno. Grande sforzo del personale che conterà Salesiani, istruttori, assistentisociali e volontari sarà tentare una riconciliazione con la famiglia di origine, se possibile, o di studiare percorsi personalizzati in modo da offrire strumenti utili per la qualificazione del ragazzo soprattutto nel mondo del lavoro.

Le foto mostrano il progresso del lavoro che ci permetterà di inaugurare la casa completata al 95% il 28 Gennaio 2017. Come vorrei che foste tutti qui con noi quel giorno! Siamo un po’ lontani, ma un “salto” in aereo ci rende più vicini di quanto pensiate! E la preghiera, chiedendo l’intercessione di Maria Ausiliatrice sui nostri ragazzi, ci rende più vicini ancora!

Paolo Vaschetto sdb

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Primo gruppo di  Bosco Boys

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